Kind Of Suya -Flamenco Sketches

“Ho preso il contrabbasso”
“Dai, figata”
“Non faccio altro che suonare Flamenco Sketches tutto il giorno”
Nicola Bruno, 2007

Iniziò così. Era la prima volta che sentivo nominare Flamenco Sketches.

Per anni non la presi in considerazione. Non aveva un vero e proprio tema, né una struttura fissa. Forse mi spaventava, forse la snobbavo perché in generale era il brano meno “famoso”, poi capii che si trattava dell’ennesima geniale trovata di Miles…

5 accordi, 5 scale, 5 modi. Struttura aperta (o quasi).
Ci volle Johannes Faber per farmi comprendere…
Ma andiamo con ordine. Flamenco Sketches è il paradiso dell’improvvisazione modale.

Ecco la ricetta:

4 battute di Do maggiore ionico;
4 battute di La bemolle settima (misolidio);
4 battute di Si bemolle maggiore ionico;
16 battute di Re settima con sonorità spagnola (modo misolidio con la sesta e la nona bemolle);
4 battute di Sol minore dorico.

L’intero ciclo può ripetersi all’infinito. Quando la suono non vorrei mai smettere!
La progressione di Flamenco Sketches si avvicina molto al concetto di moto perpetuo.
È una musica in movimento, in grado di creare momenti di stasi, di orgoglio, di passione, di malinconia, in un continuo fluire di melodie, accordi e ritmi.

È come passare da una stanza all’altra, in cui accadono cose diverse.

Voglio cercare di descrivervi le sensazioni che provo mentre suono questo brano.

La prima stanza è color blu cobalto, e ha le sembianze di un modulo di esplorazione interstellare, un po’ a la 2001: Odissea Nello Spazio per avere un’immagine: qui possiamo esplorare con l’innocenza di un bambino, e ci sentiamo al sicuro (DO maggiore);

La seconda stanza è giallo ocra, ed è un’elegante salotto sulle rive di un fiume: nel salotto c’è un incontro di persone acculturate, gentili e noiose: sul fiume però il bambino può pescare con suo papà, e meditare sulle origini dell’uomo (LA bemolle settima);

La terza stanza, marrone chiaro che tende al viola, è un giardino familiare visto dalla casa in cui sono cresciuto. Piove. Devo essere sincero, questa è il luogo dove mi sento meno a mio agio. C’è una brutta sensazione di comfort, e di quiete che precede la tempesta (SI bemolle maggiore);

La quarta stanza è verde, e naturalmente è l’arena dove si combatte finalmente la corrida. Qui si fronteggia il toro, armati solo di una spada, e la tensione è altissima. Si può dire che questa sia la locazione principale, infatti la durata di questo momento é paria a quello delle altre quattro stanze messe assieme. Finalmente!
Dobbiamo uccidere la bestia, non ci è possibile ignorarla (RE settima b9 b6);

La quinta stanza è rossa, ed è un luogo indefinito dove posso riprendere fiato dopo la lotta con il toro, e mi permette di ripartire. Una specie di infermeria, o più semplicemente un luogo di amore materno (SOL minore sesta).

Naturalmente le immagini che ho fornito (capsula, salotto, giardino piovoso, arena e infermeria) sono soggettive, ma riflettono sensazioni universali, che questa musica è in grado di stimolare.

Flamenco Sketches mi fa capire ancora una volta che spreco il mio tempo a scrivere di musica, quando l’unica cosa da fare sarebbe abbandonarsi ad essa ed essere salvati.

Non c’è un vero tema portante, anche se le note di tromba che suona Miles nelle prime 4 battute sono pressoché obbligate, per quanto sono belle, per lo spazio che riescono a creare.

(Se avete letto gli altri articoli vi sarete accorti che sono ossessionato dallo spazio, non importa quale significato vogliamo attribuire a questa parola).

Flamenco Sketches è il brano dove il concetto di spazio viene esplorato nel modo più approfondito. È il brano dove la struttura stessa è meno netta, più libera ma in qualche modo sempre tenuta insieme dall’umore degli improvvisatori. È il brano che al momento mi regala maggiori soddisfazioni, sia che lo suoni da solo con la chitarra classica, sia in formato elettrico, come sentirete il 28 Dicembre  alle 22.30.

Venite GRATIS nello spazio con i Mamasuya!

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