Morgan

In questi giorni si parla molto dello sfratto di Morgan e di come l’artista stia reagendo al procedimento legale che è stato emanato nei suoi confronti.

Come spesso accade, sulle reti sociali le persone si stanno scatenando e Marco, che è una vecchia volpe, sta riuscendo a mantenere alta l’attenzione su di sé con dichiarazioni sopra le righe e a tratti inaspettate, come l’ultima su Salvini. Questo è positivo.

Per quanto mi riguarda l’arte e gli artisti vanno difesi ad oltranza, o perlomeno mai sputtanati in nome di affermazioni gentiste e benaltriste (per usare un paio di espressioni fresche di conio). Ho apprezzato l’approccio egocentrista di Morgan, che punta a salvaguardare la sua figura di artista facendo incazzare i soliti buonisti pronti ad attaccare con argomenti triti e ritriti: del resto il massacro che si è innescato nei suoi confronti ricorda molto quello che da mesi e mesi occupa le prime pagine dei giornali.

Parlo di immigrazione, naturalmente; parlo di vite umane. Il giochetto è ormai noto: si cerca di deflettere il problema, incolpando gli africani (o Morgan) delle altre varie miserie che affliggono gli italiani (Amatrice, ponte Morandi, chi non arriva a fine mese eccetera: c’è solo l’imbarazzo della scelta) ma naturalmente sappiamo che non è colpa loro se abbiamo subito terremoti o disgrazie (non ho sentito da Salvini neanche una parola contro i Benetton, ad esempio. Chissà come mai), e che il salvare o meno l’artista non cambierebbe il peso delle precedenti catastrofi nemmeno di un microgrammo (Spostare il domicilio fiscale di Autostrade SPA dal Lussemburgo all’Italia probabilmente sì, giusto per voler essere costruttivi).

Non voglio divagare troppo: c’è un grande artista* in difficoltà.

In una società ideale l’arte e chi la produce vanno tutelati, anche se non incontra la nostra sensibilità. Il lavoro che Morgan ha compiuto negli ultimi 25 anni è enorme per mole e varietà. Musica, cultura (l’unico artista italiano ad aver cercato di parlare in televisione di Douglas C. Hofstader, se devo citare un fatto che mi ha colpito particolarmente), approfondimento, scoperta di talenti, riscoperta di artisti storici come Luigi Tenco, Fabrizio De Andrè, David Bowie o Freddie Mercury per citarne alcuni…

A proposito dei Queen ricordo che due anni fa, lavorando per lui ad Amici 16 durante un episodio non riuscì neppure a introdurre l’esecuzione di These Are The Days Of Our Lives raccontando brevemente la storia del video (sono le ultime immagini pubbliche di Freddie, estremamente toccanti), perché insultato da un pubblico feroce ed urlante. Reagì dando della bimbaminkia a una ragazza, e fu querelato da Mediaset.

Non so come sia andata a finire, ma il giorno dopo a scuola di musica una bambina di 9 anni mi raccontava di quanto le facesse paura, quel drogato.

Provai a spiegarle che prendere per verità quello che arriva da una televisione privata è un po’ come concedersi al demonio, e alla fine capì e l’odio che aveva ricevuto (probabilmente dovuto a qualche commento dei genitori) fu dissolto, ma che paura!

Vogliamo accusare Morgan di non essere stato in grado di gestire il proprio denaro o la sua famiglia? Siamo infastiditi dal suo successo? Vorremmo avere quel successo per poi essere dilaniati a mezzo stampa? Vogliamo metaforicamente uccidere un artista? Vogliamo solo artisti certificati, mansueti e innocui?

Benissimo, si può fare ed è estremamente semplice ma che fine hanno fatto la tolleranza e l’amore?

Anche io sono un artista, anche se non ho molto successo. Pazienza. Produrre arte è come cacare. Non se ne può fare a meno.

Satie ci insegna che l’artista non ha la possibilità di sottrarsi all’epoca in cui vive per cui Morgan la prende di petto, facendo emergere il lato più becero delle persone, in molti casi le stesse che vorrebbero salvare gli africani abbandonati al proprio destino in mezzo al mare. Ma la nobiltà d’animo non può essere esercitata solo verso chi riteniamo degno di riceverla, altrimenti si trasforma in opportunismo, un risciacquo della coscienza.

La coscienza però non è un’entità individuale. I mostri che stanno dentro di noi invece sì, e tutti ne siamo divorati. L’arte rimane ancora il mezzo migliore per liberarsi, per salvarsi. Fare arte o fruirne.

La musica è pace dell’anima. Come possiamo ridurla ad una questione di denaro solo perché noi non abbiamo avuto la tenacia o il coraggio necessari per esprimerci a quel livello?

Sgarbi, che è uomo di cultura e sensibilità, si è immediatamente mobilitato per aiutare il suo amico e salvaguardarne in qualche modo l’arte, offrendogli una dimora dove poter costruire ancora, anche se ogni artista sa quanto è importante il proprio covo con i suoi odori, le sue temperature, i suoi ricordi e tutto quello che contiene.

Sono certo che Marco se la caverà. Del resto bardi e giullari sono da sempre pieni di risorse e pronti a farsi attraversare dal sentore popolare.

*Ho notato che il pubblico, quando deve citare grandi artisti da contrapporre a Morgan per screditarlo utilizza prevalentemente modelli teutonici. A parte il fatto che Mozart (austriaco come Hitler) ha condotto un’esistenza anche più estrema del nostro contemporaneo ed è crepato in miseria, proprio non riusciamo ad essere orgogliosi di Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini, Domenico Modugno, Fred Buscaglione, Vasco Rossi, Gigi D’Alessio, Ivan Graziani, Ornella Vanoni, Mina e Bello Figo?

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