Trip


Siamo arrivati ad un punto di saturazione musicale mai visto prima nella storia dell’uomo.

Non c’è mai stata così tanta musica in giro. Ogni persona oggi possiede un dispositivo in grado di riprodurla.

Ogni persona crea il suo show personale, la sua colonna sonora privata, grazie a smartphone e cuffie.

Quindi c’è tantissima musica, e il modo in cui essa viene sperimentata è per la maggior parte frammentario, frazionato e isolante.

La musica dovrebbe unire. È per questo che ci piace la musica dal vivo, per condividere un momento, per generare energia.

Faccio parte di questo meccanismo, non potrebbe essere altrimenti.

Per dire, oggi è uscita una canzone. L’ha scritta il mio amico Treva, e io ci ho suonato su la chitarra elettrica. Quando l’abbiamo registrata ci trovavamo tutti insieme in uno studio, era il 2013 e il mondo si stava trasformando in quello che è oggi.

Ricordo con piacere le ore passate nello studio, a cercare il suono di chitarra giusto, gli effetti adatti, la parte perfetta.

(Ricordo con altrettanto piacere il furto di strumenti che ho subìto subito dopo quella session).

Che bello lavorare con Trix, Nick e Diego. Che bello stare lì a fare musica insieme, a caricarci, ad alzare il volume, a sovrapporre i gustosi overdubs.

E poi abbiamo anche girato un video, pensa. Al Castello di Melegnano, un posto magico, con Leo che dirigeva e il suo socio Marco di cui ho un ricordo sbiadito, chissà perché.

E ora, 7 anni dopo, questa canzone esce. Dove?

Su Internet.

Su tutte le piattaforme.

In streaming e digital download.

È “fuori ora”.

Out now.

Non lo so, ragazzi. Sono fiero di questa musica. Ho fatto del mio meglio, come sempre, per la persona ed il musicista che ero in quel periodo.

È bello rivedersi e risentirsi ad anni di distanza. Pensare a dove si era e a dove si stava andando, a certi meccanismi nel modo di pensare ora desueti, a quanto meno politicamente corretti fossimo in quel periodo, al valore della diversità dei singoli.

Ma non è una questione di nostalgia. Ormai mi è chiaro che esistono solo il qui e ora.

Oggi preferisco il presente al gerundio, il gerundio al futuro, i sostantivi agli aggettivi, e gli aggettivi agli avverbi.

Che trip. Che poi è il titolo della canzone. Cantata peraltro in inglese. Questo non stupisce più nessuno.

Voglio essere stupito fino al giorno della mia morte. Ripetilo con me!

Così, quando metterai quelle cavolo di cuffiette per andare sul treno, potrai pensare a Trip.

E magari finisce pure che la ascolti.

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